Facilitazione territoriale della cura

Nel 2017 in collaborazione con l’Istituto Mario e Negri (www.marionegri.it) e l’Università di Milano (www.unimi.it) finanziato in parte dalla Fondazione Cariplo, è stato avviato il progetto di intervento territoriale.

A seguito dei cambiamenti demografici e non solo, la popolazione è composta da sempre più anziani, che soffrono spesso di malattie croniche, e sono esposti ad un elevato rischio di ricoveri ripetuti e di accessi, a volte inappropriati, al pronto soccorso, per un’inadeguata organizzazione e coordinamento delle cure e dell’assistenza ospedale e territorio. Soprattutto nei contesti metropolitani l’isolamento degli anziani è molto frequente, la rete familiare e sociale è indebolita e spesso non compensata adeguatamente dai servizi sociali che intervengono in maniera frammentaria e spersonalizzata.

Dati, ricerche ed esperienze sul campo condotte dall’Istituto Mario Negri hanno mostrato che interventi orientati al supporto al paziente anziano fragile possono portare ad un significativo miglioramento della qualità di vita con una riduzione di ricoveri e con importanti ripercussioni sulla partecipazione alle scelte del trattamento, sull’adesione alle terapie e sulla soddisfazione per le cure ricevute.

Tra questi interventi, quelli che hanno avuto esiti positivi erano basati sull’uso di modelli di empowerment che significa attivazione personale per utilizzare al meglio le proprie capacità, energie e potenzialità per sentirsi responsabili e partecipare in modo attivo alle scelte e per favorire il miglioramento dello stato di salute e il benessere.

L’attività del progetto è svolta presso i malati che fanno capo al Presidio San Carlo e l’intervento di empowerment viene svolto dall’Associazione grazie alla collaborazione di Facilitatori della Cura (Counselor e Psicologi).

Il Facilitatore della Cura prende in carico il malato anziano fragile con l’obiettivo di promuovere la continuità assistenziale, il coordinamento e l’integrazione degli operatori e dei servizi già attivi sul territorio, rafforzando l’autonomia funzionale e relazionale dell’anziano e la sua qualità di vita associata alla salute.

Gli esiti emersi sono molto soddisfacenti: è migliorata la rete di comunicazione tra medici specialisti e medici di base, si è attivata una fattiva collaborazione con la rete assistenziale presente sul territorio (assistenti sociali, custodi sociali, associazioni di volontariato, ecc.), è stata intessuta una relazione con l’Assessorato Politiche Sociali e Cultura della Salute del Comune di Milano a sostegno e collaborazione del progetto.

Dall’aprile 2018 il Progetto prosegue con successo grazie all’erogazione relativa al Bando del Volontariato 2018.