Ti racconto la mia storia - CHIARA

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Alla mia mamma è stato diagnosticato un tumore.

Tutto è iniziato un ottobre, con dei dolori al basso ventre, che in maniera molto veloce hanno portato l'addome ad ingrossarsi.

Nel mentre, non abbiamo mai smesso di fare accertamenti: tra ecografie ed esami vari, i medici riscontrano una macchia insolita. Questo è stato il momento in cui, io con la mia famiglia ci ritrovammo nella famosa “Selva oscura”, disorientati e anche un po’ impauriti.

Per me e la mia famiglia vedere mamma, nei suoi molteplici ruoli di moglie, sorella, amica, soffrire senza comprendere la reale causa del suo malessere trovandoci a sperare che la motivazione non fosse quella temuta e ipotizzata nella nostra mente, ecco, sicuramente questo è un momento che classificherei come uno dei peggiori.

Novembre è stato il mese della biopsia, che diede risposta a tutti quei perché.

Sono stata la prima a saperlo, l’attesa per me stava diventando pesante, quindi ho cercato personalmente uno dei medici che seguiva mia mamma, per avere risposte.

Mi spiegò tutto: il tumore era al quarto stadio, posizionato nell’ovaio destro. Mamma avrebbe dovuto eseguire delle chemioterapie, le quali le avrebbero fatto cadere tutti i peli, capelli compresi, e tutto questo percorso si sarebbe concluso con un’operazione e due chemio finali.

Inutile dire che nonostante dentro di me fosse già chiaro cosa stesse accadendo, mi crollò il mondo addosso.

Lo dissi alla mia famiglia e ci accordammo con il medico, per farlo sapere a mia mamma, in sua presenza. È stato brutto guardarla stare male e non poterle spiegare cosa avesse, che ci sarebbe stata una fine a quel dolore, ma che nel mentre avrebbe dovuto seguire un percorso difficile.

Ho comunque cercato di prepararla e di prepararci, individuando un servizio in grado di fornirle una parrucca, un percorso di supporto psicologico, in quanto sarebbe stata una notizia destabilizzante, in maniera da darle ulteriore forza.

Dopo che a fatica riuscimmo a trovare (io e la mia famiglia) i servizi necessari, scoprimmo che un’associazione, ubicata nella nostra ASST, poteva rendere la ricerca e il seguito della malattia meno pesante. Tutto ciò attraverso vari progetti come: “parrucca e sostegno” nel quale viene offerta la parrucca e il supporto nel sceglierla; lo sportello psicologico, così da poter rendere meno pendente la salita che ci stava aspettando; il servizio CAF, dove vieni accompagnato nella gestione dei vari aspetti burocratici e nel compilare tutta la documentazione necessaria (es. domanda di invalidità, 104).

Personalmente ho seguito mamma il più possibile, instaurando un dialogo con l’oncologa, alla quale facevo presente i vari sintomi o effetti collaterali di farmaci e chemio che a me sembravano strani e lei con attenzione stava ad ascoltare, spiegandoci o modificando l’assunzione di qualche farmaco.

Nelle varie sale d’attesa, mi sono resa conto, che non tutti erano fortunati come mia mamma, ad avere l’appoggio di una famiglia che cerca e trova soluzioni.

Ho deciso di avvicinarmi all’associazione AMO LA VITA onlus per poter dare una mano e magari, condividendo i loro progetti con le persone con le quali mi capitava di intrattenermi aspettando il nostro turno nelle varie visite aiutarle mettendole a conoscenza dei vari servizi. Ad esempio ho notato che una delle conversazioni più frequenti era sulla difficoltà nel raggiungere l’ospedale, non sapendo che l’associazione, offre un servizio trasporto attraverso la loro auto (servizio sanitario semplice), oppure utilizzando un servizio taxi.

Ora mia mamma ha appena subito l’ultimo intervento e le mancano due chemio per potersi lasciare alle spalle questo brutto momento. Tutto questo è stato possibile soprattutto per la sua tenacia, i momenti di sconforto erano dietro l’angolo, ma non si è mai fatta abbattere, ha sempre tenuto duro, a testa alta, addirittura sedendosi davanti allo specchio e prendendo da sola la decisione di rasarsi la testa. È stata tanto brava. Non sono mai stata più orgogliosa di lei.

Dobbiamo un enorme grazie a tutti medici che con calma e pazienza ci hanno supportato e sopportato. Non è così ovvio trovare delle persone che nel loro lavoro ci mettano cuore e umanità, anche se il ruolo in questione sia il medico.

Tengo molto a ringraziare anche chi fa parte dell’associazione, anche se personalmente non ho “usufruito” dei loro progetti, ho potuto però vedere con i miei occhi, il lavoro che svolgono con cura e attenzione, alleggerendo il peso di coloro che stanno attraversando il percorso oncologico e dei familiari.

CHIARA (23 anni)

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