La storia di Olga

La storia di Olga

Vogliamo raccontare la storia di Olga, una donna di 50 anni, ucraina, in cura presso l’Ospedale San Carlo per un tumore allo stomaco. Operata l’anno scorso, sta facendo la chemioterapia ogni 15 giorni.

Si è rivolta all’Associazione per il trasporto. È molto stanca e provata dalla malattia e dalla terapia. Non ha una rete sociale e amicale che la possa sostenere in questo momento della sua vita e ha trovato in noi chi l’ascolta e le dedica del tempo.

Ci confida che non ha mai parlato con nessuno di sé stessa, della sua vita, e ora della sua malattia. Si vergogna quasi nel raccontarsi e ripete spesso: “Ma c’è chi sta peggio”.

Olga è sola, vive a Milano da 27 anni ormai, ha lasciato in Ucraina la mamma e il figlio. È venuta in Italia per lavorare e mantenere le cura della mamma che ha problemi di salute. Fa la badante a tempo pieno 24 ore su 24 per un signore tetraplegico. Non ha mai tempo per sé stessa.
Aveva un marito nel suo paese, che la tradiva ripetutamente. Lei lo ha sempre perdonato, finché lui l’ha lasciata definitivamente con un bambino piccolo da allevare. Nelle sue parole si sente la fatica di una vita intera.

Adesso in Ucraina c’è la guerra e Olga è angosciata. Riesce a parlare con la madre solo via whatsapp. Il figlio vive in Crimea, ma sa che sta bene. “Sono ancora incredula di tutto quello che sta succedendo. La mia famiglia è sotto le bombe, e io sono qui senza poter fare niente, senza sapere se domani saranno ancora vivi o se la casa verrà bombardata. L’unica cosa che mi da conforto è la preghiera…..” Noi l’ascoltiamo in silenzio, non ci sono parole di fronte a drammi così grandi. Siamo vicino a Olga condividendo il suo dolore.

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